Repubblica Romana
28 feb 2016
Busto posto a Sutri per i 150 anni dell' UNITA' D' ITALIA 2011
27 feb 2016
Le gesta di un'artista
Le gesta di un artista Lo stendardo è attribuito a Eugenio Agneni,5 pittore sutrino le cui opere sono andate in gran parte perdute e del quale si apprezza, inoltre, la notevole rilevanza storica, il valore militare e i suoi rapporti con Garibaldi e Mazzini.6 Risulta che già dall’infanzia avesse una straordinaria predisposizione per lo studio della pittura, tale che nel 1831 fu condotto dal padre a Roma ed affidato all’Erzoche: «la freddezza del maestro e l’ardore del discepolo con un carattere vi-
vace ed espansivo divennero presto motivo di scontro».7 Poi, passò allo studio del Beretta ma, anche qui, la permanenza non fu lunga, e, «ispirandosi giovanissimo ad alti ideali» si congedò «per le sue stranezze antipittoriche»8 e nel 1833 entrò a lavorare nella bottega di Coghetti. L’Agneni scriveva del maestro: «mi accolse come un figlio ed aveva per me tutte le più immaginabili cure che io contraccambiavo con indefessa assiduità!».9. Durante il soggiorno romano studiò le statue e l’anatomia del nudo in molti capolavori d’arte facendo emergere le sue caratteristiche stilistiche. Gli studiosi riportano che a diciotto anni eseguì alcuni quadri di soggetto sacro e di grandi dimensioni per diverse chiese10 della provincia di Viterbo e si suppone che tra questi si possa elencare anche lo stendardo in questione. Dal 1838 al ’48 l’attività dell’artista si concentrò a Roma, ma purtroppo molte di queste opere sono andate distrutte.11 Nella città eterna realizzò alcuni ritratti di Pontefici nella riedificata basilica di San Paolo; con il maestro dipinse, in virtù della compiacenza del papa Pio IX,12 la sala del trono, ora denominata degli Ambasciatori nel Palazzo del Quirinale, attribuzione questa molto dibattuta dagli storici.13 L’Agneni indossò le vesti del soldato in varie occasioni14 e durante la Repubblica Romana ottenne gli onori da Garibaldi per il valore militare, ma alla caduta di quest’ultima fu costretto all’esilio in Francia.
Qualche anno dopo lavorò con il Coghetti nella Cattedrale di Savona,16 poi, da solo, a Firenze17 e a Genova 18 nel 1851 partecipò alla Esposizione. Partecipò due volte al Salon di Parigi: nel 1855 e nel 1858. 19 A Parigi, in considerazione della sua amicizia con Felice Orsini, l’attentatore di Napoleone III, venne arrestato insieme ad alcuni patrioti italiani e venne rilasciato grazie alla buona fama che si era costruito negli anni e alle numerose e autorevoli intercessioni. Agneni decise di trasfersi a Ginevra e poi a Londra, dove decorò la sala privata della Regina nel teatro dell’Opera di Covent Garden con alcuni quadri di soggetto mitologico.20 Dipinse una scena di ballo al Buckingham Palace dove riprodusse molti ritratti di nobili e decorò saloni e soffitti per vari esponenti dell’aristocrazia. 21 Espose alla Royal Accademy di Londra nel 1859 e nel 1862. Richiamato in patria, tornò garibaldino nei Cacciatori dell’Alpi e per via delle ferite riportate a Vicenza, venne nominato addetto allo stato maggiore. Tra il 1862 e il 1864 dipinse i tre piani del palazzo di Adelaide Ristori a Firenze.22 Molte sono le opere23 che l’Agneni dipinse prima di combattere nel 1866 a seguito di Garibaldi nel Tirolo; l’anno dopo venne nominato Presidente del centro di emigrazione romana a Firenze. Nel 1869 nella città toscana dipinse i saloni della Banca Nazionale.24 Quindi, venne invitato a partecipare al I congresso artistico d’Italia che si tenne a Parma. Con la presa di Roma, il 20 settembre 1870, tornò a Sutri25 e l’anno successivo si stabilì a Roma ricevendo molte onorificenze, compresa la medaglia d’oro per i benemeriti della liberazione della città.26 Fu dichiarato socio della Società Geografica Italiana e di quella dei Reduci delle patrie battaglie e nel 1872 con votazione plebiscitaria, contro Terenzio Mamiani e Benedetto Cairoli, divenne capolista come consigliere comunale di Roma. Lavorò ancora ma poi un malore lo obbligò ad un ricovero in un ospedale di Frascati e lì trapassò il 25 maggio 1879.
Fonte : http://dspace.unitus.it/bitstream/2067/1326/1/ultime%20bozze.pdf
4 giu 2008
Giuseppe Mazzini
7 gen 2008
14 ago 2007
Affreschi
13 ago 2007
Stendardo di Sutri
La storia dello stendardo
Lo stendardo processionale è composto da una tela dipinta ad olio su entrambi i lati, non datato, è attribuito ad Eugenio Agneni.
L'opera raffigura sul recto “San Bonaventura presenta la Confraternita alla Vergine e al Bambino “ con due confratelli abbigliati con l’abito tipico; sullo sfondo appare la Cattedrale di Sutri e l’orizzonte dei monti Cimini. Sul verso è raffigurata “L’Adorazione del Santissimo Sacramento”.
E’ molto probabile che lo stendardo sia stato commissionato per suggellare la fusione tra la Confraternita del Santissimo Sacramento e quella della Santa Croce, avvenuta all’inizio del XIX secolo.
Ora lo stendardo processionale si ripresenta all'antico splendore grazie al restauro proposto dal laboratorio di restauro della provincia di Viterbo e all'impegno dell'Amministrazione comunale di Sutri.
L'opera è esposta presso il Museo del Patrimonium di Sutri.
FONTE: http://www.comune.sutri.vt.it/
Sutri
Carlo Tedeschi
Fonte:http://www.ghaleb.com/Pittura%20a%20Sutri%20nota.htm
Enciclopedia Biografica Universale
FONTE: Enciclopedia Biografica Universale, Biblioteca Treccani, La repubblica-Espresso.
il busto del pincio

FONTE: (n°76 dell'inventario comunale)(I GIARDINI DELLA MEMORIA, i Busti dei Grandi Italiani al Pincio, Artemide Edizioni, Roma 1999)
12 ago 2007
Le ombre dei grandi uomini.....
"Le ombre dei grandi uomini fiorentini che protestano contro il dominio straniero".
1857 circa, olio su tela, dimensioni: 103,2 x 73 cm
firmato "Agneni"
Conservato presso GAM di Torino, (Galleria d'Arte Moderna)
Esposto al Salon di Parigi nel 1857 con il titolo: "Reve d'un exile"

The Children's Fancy Ball at Buckingham Palace, 7 April 1859
1859
Eugenio Agneni
Queen Victoria
La villa Salviati, dal 1500 ad oggi

Villa Corsi Salviati:
Il giardino di villa Guicciardini Corsi Salviati rappresenta, nella storia dei giardini storici, un'importante testimonianza, in quanto contiene stratificazioni e trasformazioni stilistiche succedutesi in oltre trecento anni di storia a partire dal 1500. Le prime notizie sulla villa e sul giardino risalgono agli inizi del XVI secolo, quando nel 1502 Simone di Iacopo Corsi acquistò da Luca di Andrea Carnesecchi " un podere posto nel popolo di S. Martino a Sesto, con Casa da Signore e da Lavoratore". Le prime trasformazioni della villa e del giardino avvengono intorno alla metà del Seicento, quando Giovanni e Lorenzo Corsi affidarono i lavori a Gherardo Silvani e Baccio del Bianco.
Il giardino di villa Guicciardini Corsi Salviati a Sesto Fiorentino costituisce,nell'evoluzione dei giardini storici, un'importante testimonianza, in quanto
presenta stratificazioni e trasformazioni stilistiche succedutesi in oltre
trecento anni, a partire dal Cinquecento, dovute sia agli ampliamenti della
villa, sia alle modificazioni del gusto e degli stili nelle diverse
epoche.
L'ultimo atto di queste trasformazioni, che hanno portato il giardino
all'attuale sistemazione, si deve al conte Giulio Guicciardini Corsi Salviati
(1887-1958) che, all'inizio del secolo, fece eseguire un importante lavoro di
restauro del parco, con l'obiettivo di riportarlo alla primitiva sistemazione
barocca.
http://www.bibliotecacircolante.it/1869/articoli/giardinosalviati.html
il busto al Gianicolo













